Se la sinistra diventa costola della Lega
Nel 1994 la Lega nord, allora alla sua prima esperienza di governo nel centrodestra, di fronte allo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la riforma delle pensioni varata dal primo governo Berlusconi, fu attratta dai programmi della sinistra ex e post comunista e ruppe la coalizione di cui faceva parte. Leggi Sullo sciopero generale non si scherza. Vero segretario? dal blog Cerazade - Leggi Canottiera padana
13 AGO 20

Nel 1994 la Lega nord, allora alla sua prima esperienza di governo nel centrodestra, di fronte allo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la riforma delle pensioni varata dal primo governo Berlusconi, fu attratta dai programmi della sinistra ex e post comunista e ruppe la coalizione di cui faceva parte ideologicamente in quanto movimento di protesta delle partite Iva del nord contro l’eccesso di pressione fiscale e di burocrazia. La sua speranza di trovare uno spazio a sinistra mediante le tesi assistenzialistiche sulle pensioni di anzianità andò però delusa anche perché colà le sue proteste contro le tasse e le pastoie burocratiche non avevano il seguito desiderato. Oggi, a distanza di 17 anni, è il Partito democratico che sembra inseguire la Lega, tentando di perseguire un obiettivo a breve termine, ovvero alimentare l’instabilità nella maggioranza di governo. Così, per un Umberto Bossi che ritiene che non si possono toccare le pensioni, c’è una sinistra che, tramite il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dichiara che il sistema pensionistico sta bene così come è, essendo “in equilibrio”.
Di fatto invece l’assistenzialismo pensionistico si traduce in un eccesso di spese che rende quasi impossibile conciliare il pareggio del bilancio con la riduzione globale della pressione fiscale; senza contare il problema di giustizia sociale, verso il quale a sinistra in teoria dovrebbero essere più sensibili, posto da una gioventù che tra qualche decennio avrà pensioni da fame. Contemporaneamente una parte della Lega nord minaccia sfaceli qualora si dovesse procedere a una razionalizzazione o a tagli dei bilanci pubblici locali. Ed ecco che ieri Piero Fassino, neo sindaco pd di Torino, in un’intervista al Messaggero non trova di meglio per sostenere la sua posizione che sposare apertamente la linea di Roberto Maroni contro i tagli agli enti locali: “Lui ha capito il malessere degli amministratori”. Che nella maggioranza di centrodestra accanto a un’ala più riformatrice ve ne sia una più conservatrice che fatica a scegliere quale parte sacrificare è comprensibile, benché non auspicabile. Ma quel che preoccupa, anche in prospettiva di un futuro e fisiologico cambio di governo, è che dalle pensioni ai tagli agli enti locali, nel 2011 non sia più la Lega a essere “costola della sinistra”, ma la sinistra e il Pd a essere “costola della Lega”.
Di fatto invece l’assistenzialismo pensionistico si traduce in un eccesso di spese che rende quasi impossibile conciliare il pareggio del bilancio con la riduzione globale della pressione fiscale; senza contare il problema di giustizia sociale, verso il quale a sinistra in teoria dovrebbero essere più sensibili, posto da una gioventù che tra qualche decennio avrà pensioni da fame. Contemporaneamente una parte della Lega nord minaccia sfaceli qualora si dovesse procedere a una razionalizzazione o a tagli dei bilanci pubblici locali. Ed ecco che ieri Piero Fassino, neo sindaco pd di Torino, in un’intervista al Messaggero non trova di meglio per sostenere la sua posizione che sposare apertamente la linea di Roberto Maroni contro i tagli agli enti locali: “Lui ha capito il malessere degli amministratori”. Che nella maggioranza di centrodestra accanto a un’ala più riformatrice ve ne sia una più conservatrice che fatica a scegliere quale parte sacrificare è comprensibile, benché non auspicabile. Ma quel che preoccupa, anche in prospettiva di un futuro e fisiologico cambio di governo, è che dalle pensioni ai tagli agli enti locali, nel 2011 non sia più la Lega a essere “costola della sinistra”, ma la sinistra e il Pd a essere “costola della Lega”.
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